- 06.06.2025
Nell'immenso silenzio del centro di allenamento, un mare irrequieto di spettatori si avvicinò all'arena, la loro eccitazione sussurrante rimbalzava sulle dure pareti di cemento. Tutti gli occhi erano puntati su Vara, una figura che trasuda un'impeccabile sottomissione in un mondo altamente regolamentato in cui l'uniformità ordinata è valutata più di una scintilla selvaggia di unicità. Dal momento in cui è apparsa, sfoggiando il perfetto "distintivo di cittadina modello" e pronunciando saluti impeccabilmente appresi, la folla si aspettava che ottenesse una facile vittoria nel cosiddetto "Grande Labirinto della Società". Per chi la circondava, Varya era l'incarnazione della perfezione: sempre equilibrata, seguendo invariabilmente ogni regola. Tuttavia, sotto questo guscio levigato, una tempesta di dubbi e un ardente desiderio di libera espressione di sé non si sono mai placati.
Il cuore di Mila le batteva forte nel petto mentre entrava nell'enorme e decorata sala riunioni del college. C'era un generale senso di fiducia in se stessi nell'aria, accentuato da risate squillanti e discorsi sicuri, dove ogni sorriso brillava di convinzione indistruttibile. Circondata da quella raffinata dimostrazione di spavalderia, si sentiva completamente nuda: le mani tremanti e una voce incerta erano gli unici segni esteriori della tempesta che infuriava all'interno. Sembrava che un fragile mantello da supereroe intessuto con la carta velina più sottile fosse gettato sulle sue spalle, una pietosa protezione dai venti ruggenti dei suoi stessi dubbi. Più le conversazioni nella stanza diventavano rumorose, più lei diventava ansiosa, costringendola a chiedersi se fosse davvero pronta per iniziare questo nuovo capitolo o se fosse solo un'impostore tra gli indubbi talenti.