E così, notte dopo notte, Mira vagava per i corridoi ombrosi della sua fortezza, inseguendo invano l’illusione della sicurezza — solo per inciampare ancora e ancora sulla propria solitudine. Le sue mura erano diventate per lei non solo un riparo dalla tempesta, ma anche una camera d’eco, dove risuonavano con spaventosa chiarezza tutti i dubbi e i rimpianti che cercava di soffocare. In una svolta ironica del destino, la sua fortezza si era trasformata nel club più esclusivo del mondo: un abbonamento per una sola persona, con una rigorosa politica di “nessuna vulnerabilità”.