La forza delle domande: una via verso il senso della vita

Nella vita di ogni persona, prima o poi sorge una domanda profonda, quasi onnipresente: perché tutto questo? Perché esistiamo, c’è qualcosa al di là del mondo visibile e c’è un senso superiore dietro tutto ciò? Queste domande eterne sono alla base del nostro essere, e tutti abbiamo bisogno di trovare – o almeno tentare di trovare – delle risposte.

Lo psicoterapeuta Viktor Frankl, che ha vissuto prove durissime, affermava che la ricerca di senso non è un lusso, ma un bisogno umano fondamentale. Proprio come abbiamo bisogno di cibo e riposo, la percezione del senso è di importanza vitale per la salute psicologica.

Se questo bisogno rimane insoddisfatto, ci troviamo ad affrontare un vuoto interiore, ansia e, a volte, persino disperazione. Immaginate di essere un gattino sul divano: da un lato fa caldo e c’è comodità, la TV è accesa, eppure si avverte comunque un’inquietudine. Senza risposte chiare ci sentiamo “persi nello spazio” e le occupazioni quotidiane sembrano prive di senso. Un’ansia particolare nasce dalla domanda: esiste Dio e possiamo avere un vero legame con Lui? O è tutto soltanto frutto dell’immaginazione e del nostro bisogno di trovare un appiglio? Questi dialoghi interiori sono del tutto naturali e persino utili – come si suol dire, “i pensieri sono come i gatti: se li ignori, iniziano a fare danni”.

Come affrontare questo disagio? Il modo principale è non rinunciare alla ricerca di risposte, ma imparare a vivere nel corso della ricerca. Riflettere sul senso e cercare di rispondere alle domande su Dio o sulla natura della realtà è una sorta di bussola interiore che ci aiuta a orientarci anche nelle circostanze più nebulose. Frankl riteneva che il semplice fatto di cercare ci renda più stabili: ci aiuta a rimanere concentrati e a non arrenderci nemmeno quando non esiste una risposta univoca. La nostra capacità di porci domande, dubitare, cercare – è proprio questa forza a tenerci a galla. Anche se la verità sfugge, il solo sforzo di cercarla già ci rende migliori – e forse più felici.

Il vantaggio di riflettere sul senso, su Dio e sulla natura della realtà è che questo “lavoro della mente e del cuore” ci aiuta a sentirci meno soli e maggiormente coinvolti nella vita. Diventiamo più tolleranti verso le opinioni altrui, comprendiamo più profondamente noi stessi e il nostro percorso. E quando compare un obiettivo o almeno una direzione, diventa più facile alzarsi la mattina (persino di lunedì!), affrontare le difficoltà e non perdere la speranza.

La ricerca della verità, del senso e – forse – di Dio non è un motivo per avere paura o dubitare di sé. È parte integrante della vita umana. La verità a volte sembra lontana o sfuggente, ma il semplice cammino verso di essa ci rende più integri. Non è così importante se troveremo tutte le risposte; è molto più importante che le domande ci spingano a crescere, rendendo la vita più ricca e consapevole. Come scriveva Frankl: «Chi ha un perché per vivere, può sopportare quasi ogni come». E se vi sembra di nuovo che le risposte stiano sfuggendo, ricordate: l’importante è porre domande. Anche se le risposte fossero strane, di certo non ci sarà da annoiarsi!

La forza delle domande: una via verso il senso della vita