L'arte di conciliare fede e benessere: la storia di Amin

Ogni giorno Amin affronta una sfida unica – e non si tratta solo di alzarsi presto o di ricordarsi di lavarsi i denti. La sua vera sfida è trovare un equilibrio tra due esigenze fondamentali: il desiderio di essere fedele alla propria fede e la necessità di prendersi cura di sé. Sembra tutto semplice, ma chiunque abbia mai provato a fare contemporaneamente due “compiti davvero importanti” (per esempio, non mangiare i biscotti prima di cena, ma anche non offendere i biscotti) sa che non è poi così facile!

Perché è così importante?
Al cuore della storia di Amin c’è qualcosa che ognuno di noi ha sperimentato: la ricerca dell’armonia interiore. Tutti vorrebbero sentirsi calmi e sicuri, impegnarsi in ciò che conta e, allo stesso tempo, essere gentili con se stessi. Per Amin, questo significa alzarsi per la preghiera del mattino e, contemporaneamente, dormire abbastanza e mantenersi in salute. Quando uno dei due lati prende il sopravvento – per esempio, l’aspirazione all’“ideale” o la trascuratezza verso se stessi – allora si perde l’equilibrio, e al suo posto arriva l’ansia.

Cosa succede quando manca l’equilibrio?
Immaginate di andare in bicicletta con una gomma a terra: è possibile muoversi, ma è faticoso e scomodo. Se Amin si sveglia ogni volta per la preghiera, ma non dorme abbastanza, diventerà stanco e irritabile – e non gli resteranno più energie né per la fede né per il gioco. Se invece si abbandona sempre al benessere personale e dimentica la sua routine spirituale, arriveranno il senso di colpa o l’ansia – come se deludesse se stesso e gli altri. Questo “tiro alla fune” tra prendersi cura di sé e adempiere al proprio dovere può esaurire chiunque.

Come aiuta accettare la contraddizione interiore?
Ecco un piccolo segreto: l’armonia non consiste nello scegliere un lato e ignorare l’altro. Significa riconoscere entrambi i desideri e trovare piccoli passi per rispettarli. Per Amin, ciò potrebbe significare prepararsi a dormire prima, impostare una sveglia che lasci il tempo sia per la preghiera sia per un breve pisolino, oppure – oh, sì! – affidare temporaneamente tutti gli apparecchi elettronici alla mamma per la notte. Facendo scelte consapevoli, impara che prendersi cura di sé non è egoismo, ma la base per vivere in armonia con i propri valori e trovare la pace interiore.

Cosa porta un tale approccio?
Quando smettiamo di combattere contro noi stessi e ci permettiamo di essere allo stesso tempo fedeli e gentili con noi stessi, lo stress scompare e la vita diventa più leggera. Amin improvvisamente trova più energie – sia per lo studio che per il calcio. Si rafforzano i rapporti con i genitori: chiedere sostegno non è un segno di debolezza, ma di saggezza. E ogni volta che sbaglia, ma si perdona e ci riprova, diventa un po’ più forte interiormente. E la cosa più bella? Trovare equilibrio tra due parti non è un rompicapo insolubile, ma semplicemente imparare a condurre la bicicletta finché l’instabilità quasi scompare del tutto.

E in effetti: se Amin riesce ad andare sia alle preghiere del mattino sia a fare i compiti, un giorno potrà senz’altro negoziare gli orari degli spuntini serali per tutto il pianeta! (Anche se, come scherza suo padre: “Amin, se contratterai bene come preghi, nessun biscotto potrà resisterti”.)

Promemoria leggero:
La storia di Amin ricorda a ciascuno di noi che il vero rispetto di sé significa saper ascoltare il proprio cuore e le proprie convinzioni. Cercare l’armonia tra responsabilità e gentilezza verso se stessi non è debolezza, ma vera saggezza. Ogni nuovo giorno – indipendentemente da come sia stato quello precedente – offre l’opportunità di ricominciare da capo. E se questa partenza è accompagnata da un sorriso (e forse da qualche biscotto nascosto), tanto meglio!

L'arte di conciliare fede e benessere: la storia di Amin