Io appartengo: riscoprire la mia forza
🔥 Sto sulla soglia del mio stesso valore, indipendentemente da ciò che un tempo veniva detto. L’eco di “non vali nulla” mi definiva in passato, ma ora è finita. In questo istante delicato, pieno di elettricità — come un nuovo mattino che osa appena nascere — ricordo a me stessa/o di avere il diritto di raccogliere ogni particella tremante e chiamarla forza. Sono qui. Di nuovo.Una notte, un tuono scosse la finestra, costringendomi a guardare il mio riflesso: occhi vuoti, ma sto ancora respirando. Fuori dalla finestra, una gazza gracchiò beffarda, interrompendo il mio monologo drammatico, e io ho riso(a) — chi avrebbe mai pensato che la vita potesse criticarmi attraverso la natura selvaggia? Giorno dopo giorno imparavo/a che minuscoli rituali potevano tenermi a galla: bere tè, spazzolare i capelli, spazzare il vecchio pavimento. Ogni gesto sussurrava: “Resta. È importante.” E quando i dubbi mi assalivano, permettev(o/a) all’umorismo di stemperare l’atmosfera — proprio come fa quel gatto che fa cadere le tazze nei momenti più tesi, ricordandomi di non prendere troppo sul serio le mie preoccupazioni.A volte mi infilavo in un cerchio di sedie pieghevoli — con altre persone altrettanto insicure e altrettanto coraggiose, e ritrovavo un senso di appartenenza in ogni cenno del capo e in ogni sorriso timido. La vulnerabilità è diventata la nostra moneta comune: sopravvivevamo intrecciando la speranza l’uno nell’altra, storia dopo storia tremante. Il cuore batteva all’impazzata a ogni confessione, ma nel silenzio che seguiva si creava un legame. Niente coriandoli, né grandi vittorie... solo una tenera verità: l’imbarazzo condiviso può essere l’invito più caloroso.Ancora e ancora imparavo/a a chiamare ad alta voce la mia importanza: “Degna(o)”, “Abbastanza”, “Sono qui”. Quando potevo, annotavo le mie vittorie in un diario — spesso mescolate a liste di cose da fare, confessioni notturne, macchie di tè e cuoricini ai margini. Il progresso non era appariscente, ma era reale. Anche se mi svegliavo con una tempesta di pensieri negativi, ritornavo al soffice ritornello: Sono qui. Di nuovo. Di nuovo.🌱 Sì, tremo ancora di fronte a porte chiuse, dubito ancora della forza della mia voce. Ma ogni colpo — una richiesta d’aiuto, un passo verso la luce — dimostra che mi rifiuto di sparire. E in questo rifiuto scopro qualcosa di importante: ho valore. Io appartengo. E anche tu. Lascia che il mondo tuoni intorno a noi; rimarremo qui, sereni e sicuri, con i cuori che battono all’unisono con la semplice verità: Sono qui. Di nuovo. Di nuovo. Di nuovo. 🌟
