Eroe nel campanile: vita, morte e qualche frittella

Ogni mattina, nel momento stesso in cui il primo raggio di sole attraversa l'orizzonte, Alessandro si raddrizza già in tutta la sua altezza sul campanile fatiscente. Una scena si allunga intorno a lui, come in una fiaba: un'alba fiammeggiante, un dolce velo di nebbia e un solenne coro di uccelli. Eppure, all'interno si svolge un dramma malizioso: lui riconosce il potere della Morte, ma la convince a stare lontana, almeno oggi.

Cerca di entrare in profonda meditazione e di affrontare l'inevitabile fine a braccia aperte. Ma dopo un paio di respiri, la voce irrequieta nella sua mente si annuncia all'improvviso, sussurrando di paracadute, avventure ad alta quota e l'aroma seducente e profumato delle frittelle, mandando in frantumi ogni sogno di serena illuminazione. Guardando nello specchio rotto, Alexander vede prima un'agile rana-acrobata, poi un coraggioso eroe con un biglietto di sola andata, solo per scoprire in seguito che l'universo stesso lo sta guardando impassibile.

È una fortuna che Emily sia accanto a lui, a guardare i suoi schizzi acrobatici pieni di sentimento con simpatia e un sorriso ironico: "Alla ricerca del senso della vita? Poi scegli un bersaglio e tienilo duro, come un procione affamato non lascia andare il bidone della spazzatura!" Ispirato dal suo sostegno, Alexander decide di mettere da parte i pensieri sulla sua fatidica fine, tuffandosi in nuovi inizi. Inizia a pianificare la scalata delle montagne con Emily: la sera scriveranno i loro appunti e, magari, compileranno una raccolta di storie sul viaggio. Nel frattempo lavora ai contorni di riflessioni filosofiche, e quando si rattrista davvero, sale su uno sgabello traballante da cucina e dice alla stanza vuota: "Morte, ti riconosco, ma ho un programma da guardare!"

Infine, salendo di nuovo sul campanile sotto il sole di mezzogiorno, Alexander sente: la vita è uno spettacolo abbagliante; Si sottomette al suo ultimo ruolo, anche se cerca di contrattare con il tempo per un altro atto. Le lacrime brillano agli angoli dei suoi occhi, sia per la luce intensa che per la lotta senza fine, e in quel momento gli viene in mente: "Sì, la morte fa parte di un grande spettacolo. Ma chi può impedirmi di rimanere al centro del palco fino alla fine?" Immagina già di fare le valigie, discutere dell'imminente escursione con Emily e forse finire il suo primo manoscritto, tutto per svegliarsi ogni mattina con l'incrollabile fiducia che lo spettacolo sta per accadere.

Con questi pensieri scende le scale. Dentro di lui imperversano ancora sentimenti contraddittori, ma ora capisce che vivere davvero significa affrontare con coraggio il rischio, accettare l'inevitabile finale e salutarlo con un sorriso da palcoscenico. Anche se il fragore degli applausi è ancora lontano, lui è determinato a fare la sua parte in modo che al momento giusto tutta la sala si alzi per applaudirlo.

Eroe nel campanile: vita, morte e qualche frittella